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Venerdì 30 Luglio 2021
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Dipartimento di Filologia e Storia > Collaborazioni con Enti e Istituzioni di ricerca

PSI-online Project

Pubblicato alle ore 13:54 del giorno 18/12/2009

http://www.psi-online.it/

Direzione scientifica

  • Guido Bastianini (Università di Firenze - Istituto Papirologico "G.Vitelli")
  • Edoardo Crisci (Università di Cassino - Dipartimento di Filologia e Storia)
  • Rosario Pintaudi (Biblioteca Medicea Laurenziana; Accademia Fiorentina di Papirologia e di Studi sul mondo antico - Firenze)

Progetto

PSI-online nasce dalla collaborazione scientifica e progettuale fra l’Università degli Studi di Cassino-Dipartimento di Filologia e Storia, la Biblioteca Medicea Laurenziana di Firenze (http://www.bml.firenze.sbn.it/), l’Istituto Papirologico ‘G. Vitelli’ (http://vitelli.ifnet.it/) e l’Accademia Fiorentina di Papirologia e di Studi sul mondo antico (http://www.accademiafiorentina.it/). Esso si propone l’obiettivo di rendere disponibili online tutti i papiri sino ad oggi editi della Società Italiana per la ricerca dei papiri greci e latini (PSI), conservati in massima parte presso la Biblioteca Laurenziana, l’Istituto papirologico ‘G. Vitelli’, il Museo archeologico del Cairo e il Museo greco-romano di Alessandria d’Egitto.

Descrizione

Ideato e organizzato con l’apporto tecnico e finanziario dell’Università di Cassino, grazie alla disponibilità delle Istituzioni coinvolte e dei rispettivi responsabili, il progetto prevede la redazione di sintetiche schede descrittive dei materiali, strutturate in forma di database, e la digitalizzazione ad alta definizione delle immagini dei papiri. La scelta di organizzare e presentare il materiale in forma di schede autonome ne consente la versatilità d’uso e la facilità di gestione. Superando la concezione dei tradizionali database disponibili in rete, PSI-online si pone l’obiettivo di riproporre sul web l’esperienza tipica della consultazione diretta di un archivio di testi ed immagini, proponendo all’utente un modello innovativo di raccolta e gestione dei dati e l’opportunità di una nuova esperienza di lavoro online.

L’interfaccia presenta un ambiente operativo racchiuso in un’unica pagina digitale, in cui tutti gli elementi, informativi e operativi, si presentano e si muovono all’interno di un contesto unico e stabile. La dinamica di rappresentazione dell’informazione rinvia ad un ambiente basato su relazioni di tipo oggettuale: un unico elemento base, l’oggetto, si moltiplica e si modifica nelle forme, realizzando le funzioni di ruolo e complementarietà necessarie all’identificazione delle azioni-domanda poste al modello.

L’interazione dell’utente con i contenuti avviene attraverso la gestione di oggetti: ogni richiesta formulata al modello PSI-online produce un oggetto, che a sua volta – oltre all’informazione richiesta – offre la possibilità di operare azioni ulteriori, intervenendo sullo stato dell'oggetto stesso o producendone uno nuovo. All’avvio PSI-online presenta una maschera – oggetto login – in cui è richiesto il riconoscimento per accedere alla sessione di lavoro. Assolta la registrazione o il login, una seconda maschera – oggetto ricerca – permette di indagare il database: è possibile attivare contemporaneamente più percorsi di ricerca, conservando la disponibilità di accesso parallelo a ciascuno di essi. I dati risultanti dall’interrogazione producono ulteriori oggetti – schede segnature – contenenti informazioni di tipo testuale. Le schede di testo possono inoltre prevedere un legame diretto ad una o più immagini – scheda immagine – il cui contenuto può essere ingrandito ed indagato attraverso il ricorso a confronti con altre immagini significativamente collegate. Non solo le immagini, ma anche tutti gli altri oggetti possono essere posizionati liberamente sulla pagina secondo le esigenze dell’utenza e possono essere gradatamente ingranditi per permettere una migliore lettura dei contenuti. L’interazione può essere volontariamente interrotta o sospesa, depositando l’oggetto sul bordo della pagina, sotto forma di etichetta titolata. Da questo stato l’oggetto potrà essere richiamato in qualsiasi momento. I campi previsti nel database, e visualizzati nelle schede, riguardano i seguenti dati: segnatura, numero di inventario, luogo di provenienza, datazione, contenuto, materiale e tipologia del supporto, bibliografia sintetica; appositi simboli riportati su ciascuna scheda segnalano: la direzione delle fibre (nel caso di supporto papiraceo), la riutilizzazione del reperto (papiri opistografi) e l’eventuale ricongiungimento con altri frammenti. L’idea di concentrare in un unico archivio virtuale una collezione fisicamente dislocata presso diversi Istituti di conservazione; la possibilità di attivare, consultare e conservare un numero di schede e di ricerche teoricamente infinito; l’eventualità di confrontare due o più immagini fin nei minimi dettagli, con un ingrandimento medio leggibile di 8x rispetto alla dimensione reale del documento, sono segni tangibili dello sforzo tecnico e concettuale attuato a supporto della migrazione in rete della collezione PSI.

Nel 2006 il prototipo del sito PSIonline ha vinto, nella categoria "Progettazione", il Premio Web Italia - PWI Italian Web Awards, per il progetto grafico curato da Edmondo Colella (http://www.premiowebitalia.it/vincitori/2006/)

Lavoro lungo e complesso, il progetto PSIonline prevede fasi diverse di attuazione: entro la fine del 2007 è prevista la messa online delle schede e delle immagini relative ai primi due volumi della raccolta dei PSI. L’implementazione del sito prevederà, in futuro, la possibilità da parte degli utenti, di interagire con i gestori del sito, fornendo suggerimenti, integrazioni, segnalazioni bibliografiche e altre informazioni utili al miglioramento del prodotto, concepito come un reale ‘work in progress’.

Colloque Bibles Atlantiques

Pubblicato alle ore 20:24 del giorno 18/12/2009

Les Bibles atlantiques.
Le manuscrit biblique à l'époque de la réforme ecclésiastique du XIe siècle.

http://www.unige.ch/colloqueBiblesAtl/index.html

Les Facultés de théologie et des lettres de l’Université de Genève en collaboration avec la Maison de l’Histoire organisent un Colloque international sur les Bibles atlantiques programmé du jeudi 25 au samedi 27 février 2010 (file pdf, scarica/visualizza) . Partenaires scientifiques de cette manifestation sont également la Bibliothèque de Genève, le Centro Storico Benedettino Italiano et la Faculté des lettres de l’Université de Cassin - Dipartimento di Filologia e Storia (Italie).
Le Colloque représente la première occasion pour faire le bilan historiographique des recherches consacrées à la production, la circulation et l’emploi des Bibles atlantiques ; il constitue ainsi un moment précieux d’échanges et de confrontation entre les spécialistes et tous ceux qui, dans leurs recherches d’archives et dans les fonds médiévaux, se sont rapprochés de ces manuscrits.

Les Bibles atlantiques, produites entre la moitié du XIe et la moitié du XIIe siècle dans la région de Rome, constituent un genre particulier du manuscrit biblique, ayant des caractères spécifiques, à savoir : des dimensions exceptionnelles – d’où la définition d’atlantiques dans l’acception de géantes – et le degré plutôt élevé d’uniformité de tous les caractères matériels, graphiques, ornementaux et textuels. Les Bibles atlantiques ont été conçues pour contenir le texte complet de la Vulgate, avec l’Ancien et le Nouveau Testament copiés l’un à la suite de l’autre dans un seul et même manuscrit, parfois articulé en deux tomes. Ces manuscrits peuvent atteindre les dimensions de 550/600 millimètres de hauteur et de 300/400 millimètres de largeur. De cette véritable entreprise éditoriale, une centaine d’exemplaires complets nous est parvenue, auxquels s’ajoute un nombre de fragments qui n’ont pas encore été recensés complètement.

La production et la circulation de ces manuscrits bibliques s’inscrivent dans le mouvement de renouveau moral et spirituel de l’Eglise au XIe siècle que les historiens appellent la Réforme grégorienne . Avec leurs caractéristiques matérielles et textuelles, les Bibles atlantiques semblent bien répondre à l’exigence des réformateurs de définir un modèle qui puisse s’imposer par l’autorité théologique du contenu et par la monumentalité de l’aspect extérieur.

Comme les études les plus récentes l’ont montré, les problématiques liées à la réalisation des Bibles atlantiques, ainsi qu’au contexte de la production, de la circulation et de l’utilisation de ces livres, demandent nécessairement une étude interdisciplinaire de spécialistes en histoire médiévale, en philologie et histoire de la Vulgate, en science de la Liturgie, en histoire du livre manuscrit et histoire de l’enluminure. Après la grande exposition de l’année 2000, une rencontre sur les Bibles atlantiques entre les spécialistes s’impose, afin que chacun dans son domaine spécifique puisse croiser les approches sur ces objets monumentaux. Ainsi, cette manifestation permettra d’aborder le phénomène des Bibles atlantiques selon différentes perspectives d’analyse combinant histoire culturelle, religieuse et matérielle avec le contexte historique et la liturgie.

Le Colloque sera également l’occasion de présenter d’une manière officielle Biblion. Le système d’analyse informatisé des Bibles atlantiques, que non seulement les spécialistes du livre manuscrit, mais la communauté des historiens, des historiens de l’art et de tous ceux qui s’occupent du Moyen Age attendent de pouvoir utiliser.

Les variétés et le caractère interdisciplinaire des recherches des intervenants au Colloque permettront d’approfondir les connaissances sur les Bibles atlantiques ainsi que sur le contexte historique et culturel dans lequel ce genre du manuscrit biblique a été conçu, réalisé et diffusé.

Dans le courant de l’historiographie matérielle, les méthodes et les procédés techniques adoptés pour la réalisation de ces livres géants seront élucidés. De même, les systèmes de distribution des tâches du travail de copie et d’exécution de l’ornementation visant à optimiser les temps de travail des copistes et des enlumineurs seront abordés. Les centres de production de ces manuscrits en Italie et dans les autres régions de l’Empire seront identifiés, pour ainsi vérifier l’existence d’un véritable réseau qui aurait garantit la circulation de connaissances, savoirs faire, techniques de construction, mais aussi de modèles du manuscrit biblique.

Dans le domaine de la philologie et de l’histoire de la Vulgate au Moyen Age, le Colloque permettra de combler, au moins en partie, une lacune concernant justement le XIe siècle, qui a pourtant vu nombre d’innovations en matière de production du livre et de révision du texte biblique. Par le biais de l’étude de la recension des Bibles atlantiques, on pourra identifier les textes de la Bible latine qui circulaient à Rome au XIe siècle et qui ont été utilisés en tant que sources pour la rédaction des ces manuscrits.

D’ailleurs, il ne faut pas négliger le fait que chaque livre en tant que tel est réalisé pour véhiculer un texte écrit et, en définitive, est destiné à être lu. Ces Bibles monumentales, conçues en tant qu’emblème de la réforme ecclésiastique, sont également employées dans les communautés monastiques et canoniales auxquelles elles étaient destinées dès l’origine. L’emploi liturgique des Bibles atlantiques dans la célébration quotidienne de l’Office divin est un aspect qui sera investiguer au cours du Colloque.

Enfin, ce Colloque permettra de s’interroger sur les rapports entre la production des Bibles atlantiques italiennes et la production contemporaine d’autres manuscrits bibliques réalisés dans d’autres régions de l’Empire, comme les Bibles géantes d’Echternach, de Lobbes et d’Admont qui, toujours liées au milieu de la réforme ecclésiastique du XIe siècle, présentent, elles aussi, des dimensions monumentales.

D’une manière générale, le Colloque international de Genève de 2010 permettra de montrer l’importance de la recherche sur le livre manuscrit dans le domaine de l’histoire médiévale. L’étude de la production et de la circulation d’un ensemble de manuscrits ayant des caractéristiques très spécifiques et très homogènes, comme c’est le cas des Bibles atlantiques, ouvre plusieurs pistes d’investigations et de recherche sur les aspects religieux, culturelles et sociaux de la société médiévale.

L’Université de Genève qui depuis quelques années accueille ce type d’études se profile ainsi comme l’un des pôles de recherche internationale dans le domaine de la production et de la circulation du livre manuscrit au Moyen Age et, tout particulièrement, dans le domaine des Bibles et des manuscrits atlantiques.

Accordo di cooperazione scientifica per lo studio dei manoscritti in scrittura greca

Pubblicato alle ore 12:57 del giorno 21/01/2010

Il Dipartimento di Filologia e storia, rappresentato da Edoardo Crisci e Marilena Maniaci, è tra i firmatari di un accordo interdipartimentale di cooperazione scientifica finalizzato allo studio, alla descrizione scientifica e alla valorizzazione dei manoscritti greci, con particolare riferimento agli esemplari conservati sul territorio italiano. L’accordo prevede lo svolgimento di attività comuni di promozione della ricerca paleografica, codicologica e testuale sui manoscritti in scrittura greca, attraverso la produzione, l’interconnessione e la divulgazione di cataloghi, repertori, strumenti bibliografici; obiettivo ultimo dell’iniziativa è mettere a disposizione della comunità scientifica – sia nel formato tradizionale (cartaceo) sia nelle forme più moderne dell’editoria multimediale e on-line – una serie di strumenti utili alla conoscenza e allo studio del patrimonio librario greco conservato nelle biblioteche italiane e in quelle degli altri Paesi firmatari, con particolare attenzione agli aspetti teorici e pratici della conservazione, dell’archiviazione, della divulgazione dei materiali manoscritti.

Le Istituzioni italiane e straniere aderenti all’Accordo si impegnano a contribuire alla realizzazione delle iniziative di ricerca comuni ciascuna secondo le proprie risorse finanziarie, umane ed infrastrutturali, mettendo a disposizione delle progettualità comuni – ciascuna secondo le proprie intenzioni e disponibilità – personale, strutture e spazi funzionali alla loro realizzazione.

L’accordo è stato sottoscritto dalle seguenti Istituzioni:

  • Università degli Studi di Cassino, Dipartimento di Filologia e storia
  • Università degli Studi di Trieste, Dipartimento di Scienze dell'Antichità
  • Università “Ca’ Foscari” Venezia, Dipartimento di Scienze dell'Antichità e del Vicino Oriente
  • Alma Mater Studiorum Università degli studi di Bologna, Sede di Ravenna, Dipartimento di Storie e Metodi per la Conservazione dei Beni Culturali
  • Università degli studi di Padova, Dipartimento di Scienze del Mondo Antico
  • Universität Bern, Institut für Klassische Philologie, Abteilung für Griechische Philologie

Rete carmen (“Co-operative for the Advancement of Research through a Medieval European Network”)

Pubblicato alle ore 13:01 del giorno 21/01/2010

Il dipartimento di Filologia e storia, nella persona di Marilena Maniaci, rappresenta l’università di Cassino all’interno della rete CARMEN (“Co-operative for the Advancement of Research through a Medieval European Network”) (http://www.carmen-medieval.eu/). CARMEN è una comunità internazionale di medievisti che riunisce istituzioni (Università, musei, associazioni) impegnate a vario titolo in attività di studio e insegnamento sul Medioevo. La rete ha l’obiettivo principale di promuovere e sostenere la ricerca scientifica, favorendo la cooperazione internazionale, promuovendo incontri periodici fra i delegati delle istituzioni aderenti e incoraggiando la partecipazione a bandi di finanziamento europei ed extraeuropei.

L’adesione alle Rete è inizialmente prevista per un periodo di un anno e mezzo, dal 1 agosto 2009 al 31 dicembre 2011, e comporta la partecipazione all’elezione del Consiglio scientifico della Rete, composto da rappresentanti delle regioni europee ed extraeuropee aderenti.

L’elenco delle istituzioni rappresentate all’interno della rete è disponibile alla pagina: http://carmen.eldoc.ub.rug.nl/root/partn/


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